Jean Van der Straert pittore e disegnatore di origine fiamminga, nacque nel 1523 a Bruges, si formò artisticamente prima nella bottega del padre e poi ad Anversa presso il pittore Pieter Aertsen. Viaggiò in Europa e si affezionò all’Italia al punto da italianizzare il proprio nome in Giovanni Stradano; visse a Venezia, Firenze, Roma, Napoli e infine ancora Firenze, città in cui morì nel 1605.

Appartenente alla tradizione nordica si inserì nel manierismo fiorentino e numerosi furono i suoi lavori. A Firenze, collaborando con Vasari e la sua cerchia, si dedicò alla decorazione di vari ambienti di Palazzo Vecchio, tra cui lo Studiolo di Francesco I e numerose sale degli appartamenti di Eleonora Toledo. A Roma con Francesco Salviati decorò il Belvedere Vaticano e fece numerosi disegni che furono poi utilizzati per creare incisioni che ebbero larga diffusione.

Non fu, dunque, incisore dei suoi disegni che furono tradotti in incisioni da altri, realizzate e impresse ad Anversa e da lì diffuse in tutta Europa. Caratteristica delle sue composizioni è la vastità, l’essere gremite di personaggi in azione e circondati dalla natura, diventando una fotografia istantanea del momento saliente illustrato, un groviglio di uomini e dei, fantasia e realtà, mito e storia. Le incisioni ricavate dai sui disegni sono quindi testimonianza viva del manierismo secondo cui lo Stradano si è formato.

Espressione precisa di questo è appunto la serie di cacce progettata in collaborazione a Philip Galle con soggetti venatori ispirati agli arazzi della villa di Poggio a Caiano. Inizialmente Galle diede alla luce una serie di incisioni senza numerazione cui fece seguito una seconda stesura con frontespizio e 44 tavole numerate. La fortuna dell’opera portò l’editore a continuare la collaborazione con lo Stradano incaricandolo di realizzare nuovi disegni a carattere venatorio, esotici e inusuali come la caccia al coccodrillo, la caccia dei pigmei alle gru, la caccia allo struzzo e molto altro.

 

 

L’unione dei due cicli fu poi pubblicata unitamente in una vasta serie di 104 tavole dal titolo Venationes Ferarum, Avium, Piscium, Pugnae ed è databile tra il 1578 (frontespizio) e il 1596. Le 96 incisioni della serie, visionabili e acquistabili nel nostro negozio e sul nostro sito, fanno parte della tiratura postuma del 1819, stampate su carta J Whatman Turkey Mill 1819 (filigrana leggibile su alcune tavole), in splendida coloritura coeva dell’Ottocento che ne valorizza la bellezza. Non sarà difficile appassionarsi a queste incisioni che mostrano uno spiccato gusto per la varietà di scorci, paesaggi e motivi decorativi, in cui i corpi sono rappresentati in posizioni attorcigliate, serpentinate e scultoree nel bel mezzo dell’azione in piena linea con la cultura manierista dello Stradano di cui sono testimonianza.