Ogni incisione o intaglio porta con sé una storia, quella dell’autore e dei suoi soggetti, inventati o meno. Quando, poi, ci si trova davanti ad una raccolta in cui sono rappresentate le imprese di imperatori come Federico III e suo figlio Massimiliano I, allora è proprio il caso di parlare di incisioni, intagli (trattandosi in questo caso di xilografie) che narrano la storia, commissionate perché la storia non sia semplicemente scritta, ma anche rappresentata, visivamente accessibile a chiunque.

Potremmo, appunto, definire così la raccolta di xilografie tratta dall’opera Der weiss kunig di Treizsaurewein Marx. Essa narra in particolar modo le vicende di Massimiliano I e fu fortemente voluta dall’imperatore stesso che, amante non solo dei duelli e dei tornei, ma anche della cultura e dell’arte, trovò il modo di mantenere vivo il suo ricordo facendo incidere e stampare le proprie gesta. La raccolta è stata realizzata con la tecnica della xilografia in cui il disegno viene incavato in rilievo su legno e, nel procedimento di stampa, le parti scavate risultano poi bianche, mentre quelle in rilievo nere. I legni in questione furono incavati tra il 1514 e il 1516 ma mai dati alla stampa, fu solo nel 1775, in seguito al loro ritrovamento, che furono usati per la prima volta per illustrare quest’opera, edita a Vienna da Kurzboch nel 1775.

Si trattava, appunto, dell’opera incompiuta dell’imperatore Massimiliano I che intendeva lasciare ai posteri un affresco storico della sua vita e del suo impero: i duelli, il matrimonio, la campagna d’Italia, i tornei, le guerre etc. La prima e la seconda furono composte dal suo segretario Marx Treitzsaurwein, la terza da lui stesso. Il suo progetto voleva essere in tre opere, connesse contenutisticamente, in cui narrare le proprie vicende in forma allegorica, dalle imprese del padre alla sua infanzia, dai tornei al matrimonio fino alle campagne militari. Il Freydal, il Theuerdrank e il Weisskunig. Particolarmente interessante è quest’ultima in cui sono narrate le sue imprese militari. Il titolo, Re bianco, vuole richiamare l’armatura bianca che egli indossava nei tornei e, sfogliando le xilografie, è possibile vedere come anche altri re fossero indicati con appellativi legati alle loro insegne: il re di Francia o re blu, il re d’Ungheria o re verde e così via. Accompagnavano lo scritto numerosi disegni delineati da vari artisti che, in previsione di una pubblicazione stampata, furono riprodotti in xilografia. Il manoscritto con 92 disegni fu ritrovato a Schloss Ambras nel 1665, le xilografie a Graz cent’anni dopo, 110 intagli sono attribuiti a Hans Burgkmair, 122 a Leonard Beck, altri a Schaufelein, Springinklee, Liefrinck e Lindt.

La raccolta delle xilografie del Weisskunig si presenta, dunque, come un libro di storia illustrato, testimonianza non solo delle vicende del Re bianco, ma anche scorcio sulla vita e le usanze del tempo, un racconto, talvolta in chiave allegorica, che offre la possibilità di gustare un assaggio di un’epoca fatta di tornei, duelli e battaglie che fanno parte della storia d’Europa. Davvero, quindi, una raccolta d’illustrazioni che narrano la storia.

Vi invitiamo a visitare nella sezione Antichi Maestri e stampe d’autore e le sottocategorie: Leonard Beck, Hans Burgkmair e Hans Schaufelein, dove le xilografie sono visionabili e acquistabili.