Descrizione

MONDI CELESTI, TERRESTRI ET INFERNALI, DE GLI ACADEMICI PELLEGRINI

Gabriel Giolitto De’ Ferrari, Venezia, 1562

Un volume in 16° (153 x 100 mm), pagine: (16), 430. Legatura in piena pergamena floscia coeva, con titolo calligrafico sul dorso. Splendida marca tipografica xilografici sul frontespizio e all’ultima pagina. Timbrino di antica collezione sul foglio di guardia anteriore e timbro a secco al frontespizio. Sempre sul frontespizio antica firma di appartenenza cancellata. A pagina 60 nota calligrafica di antica mano sul margine sinistra. Note manoscritte sul foglio di guardia posteriore. Ottimo esemplare di questa PRIMA EDIZIONE combinata di questo primo esempio di letteratura utopica rinascimentale italiana, ispirata a Sir Thomas More (pubblicato originariamente come due volumi separati nel 1552 e nel 1553). Lo stesso Doni aveva curato la prima traduzione italiana dell’Utopia di More di Ortensio Lando, apparsa a Venezia nel 1548 (Gibson 37). “In un misto di storia, speculazione, dialogo, allegoria e moralismo, Doni discute del piccolo mondo – l’uomo, il mondo più grande – l’universo e il mondo di Dio, e continua a satirizzare le incongruenze umane nel mondo misto, follie nel risibile, le sue vane immaginazioni nel mondo dell’immaginazione, e raggiunge così una sezione più veramente utopica, il mondo savio e pazzo, che Curcio stampa in Utopisti e riformatori, pagine 1-15, notando (pagina XII) che più influenzato Doni, che fu probabilmente il traduttore, certamente l’editore del testo italiano di Utopia. Il mondo savio è perfetto sotto tutti gli aspetti, anche della forma, “in todo perfetissimo, a guise d’una stella”, regolare, simmetrico, benedetto dalla pace perpetua. La ragione prevale in tutte le cose. C’è scambio di beni ma non denaro. Tutti sono uguali e si vestono allo stesso modo. L’amore è libero e i bambini sono adottati dallo stato. La vita è tranquilla; sebbene il lusso sia assente, tutti sono contenti”.

Bibl.: Gamba, 1369.