Descrizione
LA COMMEDIA DI DANTE ALIGHIERI COL COMMENTO INEDITO DI STEFANO TALICE DA RICALDONE PUBBLICATO PER CURA DI VINCENZO PROMIS BIBLIOTECARIO DI S. M. E DI CARLO NEGRONI SOCIO DELLA R. COMMISSIONE DEI TESTI DI LINGUA. SECONDA EDIZIONE AUTORIZZATA DA S. M.
Ulrico Hoepli, Milano, 1888
Tre volumi in 8° (225 x 150 mm), pagine: ritratto, LXVI, 462, (2b); (4), 440; (4), 485, (3b). Brossura editoriale originale. Fogli intonsi. In antiporta ritratto di Dante inciso all’acquaforte da Domenico Promis riprodotto da una miniatura del codice Riccardiano 1040. Seconda edizione della Divina Commedia curata da Vincenzo Promis e da Carlo Negroni con il commento di Stefano Talice, scoperto a Torino nella Biblioteca del Re Umberto I, che ne autorizzò la stampa. Così descritto dai curatori dell’opera nelle “Prenozioni” del primo volume “un codice cartaceo, di scrittura della seconda metà del secolo XV, con un commento latino sopra la Divina Commedia. […] Incomincia con una introduzione generale sul poema e sul suo autore. Indica poi la divisione delle tre cantiche; e a ciascheduna cantica premette un breve cenno del suo contenuto. Ogni canto o capitolo ha la sua particolare esposizione, dove innanzi tutto se ne riporta il primo verso; se ne fa quindi distinzione in più parti, e queste vengono successivamente dichiarate nel senso loro letterale, e nello allegorico e nel morale, riferendosi di quando in quando le parole stesse del poema, e ricordandosi i fatti storici e le finzioni mitologiche le quali possono conferire alla sua intelligenza. In fine si legge: […] per me Stephanum Talicem de Ricaldono […]. Sappiamo dunque, e teniamo per fermo, che l’autore del commento fu uno Stefano Talice da Ricaldone”. Il Mambelli riporta: “Tale commento, sconosciuto, fino al 1884, ai più diligenti dantisti, era stato nel 1886 pubblicato in edizione fuori commercio. Il Plebani, in un suo studio, tentò di dimostrare che il Talice, invece che autore, sarebbe il copista del commento e il codice torinese non sarebbe che un estratto di quella copia”.
Bella edizione nella quale per il testo del Poema i compilatori seguirono la stampa eseguita dal Le Monnier nel 1837 ed accettata dalla Crusca. Nel terzo volume, inoltre, sono presenti due appendici: un rapporto di G. Milanesi e G. L. Passerini a proposito “Del ritratto di Dante”, e le osservazioni di Giuseppe Carbone circa una variante di lezione nel canto V dell’Inferno “Amore o male perverso?”.
Le brossure originali si presentano aperte a causa dei dorsi fragili e con alcune mancanze, e sono state perciò rivestite con copertine in acetato. Nel complesso buon esemplare.
Bibl.: Mambelli, 436.






