Descrizione

LA TEBAIDE DI STAZIO DI SELVAGGIO PORPORA

Giovanni Maria Salvioni, Roma, 1729

Un volume in 4° (310 x 220 mm), pagine: (4), 500 (ma 490 per errore di numerazione), (1), (1b). Legatura in piena pelle, dorso a 5 nervi decorato con punzoni in oro e con titolo su tassello. Labbro dei piatti decorato a dentelle in oro. Tagli spruzzati in rosso. Sul frontespizio vignetta incisa da C. Gregori. Testo arricchito con 12 testatine (incise da Girolamo Rosi), 12 capolettera e 11 finalini incisi. La Tebaide di Stazio è un poema epico che narra la guerra fratricida tra Eteocle e Polinice, figli di Edipo, per il trono di Tebe. Si tratta della traduzione di Cornelio Bentivoglio, sotto lo pseudonimo di Selvaggio Porpora, che il Gamba descrive così: “Magnifica edizione che meritò d’essere lodata da monsign. Fontanini, e dal suo annotatore Apostolo Zeno, il quale trovava la versione del Bentivoglio, in bellissimi sciolti italiani, sublime senza gonfiezza, grande senza sproporzione, soave senza mollezza” (Gamba, 2454).
Legatura con spellature ai piatti e mancanze al dorso. Prime pagine con traccia di gora e ossidazioni nel margine esterno. Piccolo lavoro di tarlo nel margine interno che non disturba. Nel complesso buon esemplare.