Descrizione prodotto

Autore: Berardi Fabio
(1728 – 1788). Nato a Siena nel 1728 da padre originario di Perugia, Fabio Berardi si trasferì a Venezia verso il 1742 divenendo allievo di Giuseppe Wagner. Di lui scrisse Moschini (ed. 1924): “era Fabio si caro al Wagner, che questi il fè suo genero, dandogli in moglie una propria figliola. Egli ha lavorato moltissimo quantunque non vivesse lungamente: ch’egli morì in Venezia il dì 18 gennaio dell’anno 1788”. Dopo essere stato inizialmente influenzato nel proprio linguaggio incisorio dai modi vaporosi dell’Amigoni, di cui intagliò alcuni disegni e dipinti, Berardi pubblico una serie di sei villaggi campestri e due serie di sei vedute capricciose di venezia e della laguna derivate dal Canaletto nonchè una serie di quattro paesaggi rovinistici dallo Zais. Nel 1748 strinse amicizia con Francesco Bartolozzi, assieme al quale divenne uno degli esponenti più rappresentativi della calcografia Wagneriana. Incisore di riproduzione per eccellenza, Berardi tradusse, con un tratteggio sciolto e vibrante e con notevolissima sensibilità associata ad un sicuro mestiere, parecchi soggetti di carattere sacro (da Pittoni, Novelli, Solimena, Tiepolo), mitologico (da Piazzetta, Guarana, Varotti, Cignaroli, Cipriani), popolaresco e allegorico (da Magiotto e Zocchi). Ma sono soprattutto le stampe derivate da paesaggi di Zais, Zuccarelli, Zocchi, da vedute canalettiane e da marine del Vernet, che lo resero famoso e apprezzato.

Epoca: 1770 ca
Tecnica: Acquaforte e Bulino in rame
Misure: 399 x 545 mm
Descrizione: Incisione tratta da un soggetto di Salvator Rosa su disegno di Santi Pacini. Bel foglio. carta vergata azzurra. Ampi margini. Rara.