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<< La stampa originale: arte e civiltà del passato
Cenni sulle tecniche di incisione
Non è
facile dare una spiegazione, di quelle che sono state
le tecniche incisorie più diffuse nel corso dei
secoli (si parte dal 400 per arrivare fino al secolo
nostro); tenterò comunque di chiarificare, in
forma schematica, i procedimenti principali seguiti
dai maestri dell'incisione.
Le tecniche incisorie si suddividono in tre gruppi principali:
stampa in rilievo; stampa in cavo; stampa in piano.
Stampa in rilievo
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H. Schedel
Verona
Norimberga 1493
Silografia |
Sono dette in rilievo le stampe che si ottengono da
piastre di legno o di metallo incise in rilievo. L'inchiostro
viene applicato soltanto sulle parti che debbono venire
impresse sulla carta.
La pressione viene esercitata in senso verticale dall'alto
in basso, per mezzo di un torchio, oppure a mano attraverso
l'uso di un rullo o di un tampone.
La più importante forma di stampa in rilievo
è la silografia, eseguita su legno. Con
uno strumento affilato si asportano dal legno le parti
che risulteranno bianche sulla stampa, lasciando in
rilievo quelle che devono ricevere l'inchiostro.
Stampa in cavo
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Robetta (Firenze 1462-1522 circa) Allegoria del potere d'Amore Bulino |
Sono dette in cavo le stampe che si ottengono da piastre
di metallo incise in incavo, per mezzo di un bulino,
oppure per mezzo dell'acquaforte. Il disegno che si
vuole riprodurre è incavato nel metallo; l'inchiostro
viene posto negli incavi, mentre vengono accuratamente
pulite le parti che devono risultare bianche.
Incisione al bulino (procedimento diretto)
Il bulino è uno strumento formato da un'asta
sottile quadrangolare di acciaio che termina con una
punta tagliente a sezione obliqua; viene adoperato per
incidere direttamente sul rame.
Con questo strumento l'incisore solleva di fronte e
ai lati del solco una sottile lamina di metallo, detta
barba. Questa viene in seguito asportata con un raschiatoio
in modo da ottenere un segno nitido, particolare a questo
sistema di incisione.
Puntasecca
Questa tecnica è di solito combinata con l'acquaforte.
L'incisore traccia il disegno con un oggetto appuntito,
che usa come una matita. La barba rimane solo ai lati
del solco e non viene allontanata con il raschiatoio
come nell'incisione al bulino.
Acquaforte (procedimento indiretto)
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Tiepolo Giandomenico
(Venezia 1727 - 1804)
Vecchio Barbuto
Acquaforte |
Si parla a questo proposito di incisione indiretta,
poichè il segno non viene tracciato direttamente
dalla mano dell'artista, ma viene invece incavato da
un acido, in base ad un particolare procedimento.Il
rame viene coperto da un sottile strato di vernice;
la piastra viene in seguito annerita con del nerofumo,
con lo scopo di rendere più evidente il disegno.
L'incisore con uno strumento appuntito di acciaio traccia
l'immagine sulla vernice scoprendo il rame destinato
all'incisione. La lastra viene a questo punto immersa
in una soluzione chimica in modo che l'acido diluito
corroda il rame nei punti in cui è stata asportata
la vernice. Si possono ottenere segni più o meno
profondi relativamente alla durata di tempo di immersione
della lastra nell'acido. Questa operazione può
essere ripetuta più volte, proteggendo le parti
completate con della vernice e tornando ad incidere
in quei punti dove si intendono apportare delle modifiche.
Stampa in piano
Litografia
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Grob,ed. Molin
1850 ca.
Monumenti
Scaligeri a
S.ta Maria Antica
L itografia |
La caratteristica fondamentale di questa tecnica consiste
nell'incompatibilità fra il grasso e l'acqua,
e la facilità della pietra calcarea ad assorbire
entrambi, grasso ed acqua.
L'artista esegue il disegno con una speciale matita
grassa sulla pietra levigata, che viene successivamente
morsa, per mezzo di un acido, allo scopo di fissare
della matita.
Si procede quindi impregnando la lastra d'acqua e inchiostrandola
per la stampa mediante un rullo. L'inchiostro viene
respinto dalle zone bagnate, aderendo solamente ai segni
tracciati dalla matita litografica.
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